Domande frequenti

Domande Frequenti

  • Problematiche legate alla prostata

1. Che cosa è il PSA?
Il PSA (Antigene Prostato Specifico) è una proteina presente in grande quantità nel liquido seminale e in piccolissime quantità nel sangue. In caso di malattie della prostata come infiammazioni, ipertrofia benigna o tumore, i suoi valori nel sangue possono aumentare. Va ricordato che il tumore della prostata nelle fasi iniziali non provoca alcun sintomo e solo il dosaggio del PSA può consentirne la diagnosi.

2. Ingrossamento benigno della prostata e tumore sono situazioni molto diverse?
Si tratta di due malattie distinte. Gli uomini affetti da ipertrofia benigna (IPB) non devono temere che la malattia si trasformi in tumore maligno. Il tumore maligno (carcinoma) si può sviluppare sia in soggetti con prostata ipertrofica così come in soggetti senza altre malattie prostatiche. Infatti mentre l’ipertrofia benigna interessa la porzione centrale della ghiandola, il carcinoma prende origine da una zona differente della prostata: la parte periferica. Proprio per questo il tumore non dà sintomi se non nella fase avanzata (a differenza della IPB) perché non arriva a comprimere il canale uretrale.

3. Qual è l’affidabilità del PSA come marcatore del tumore prostatico? Quali altri esami è consigliabile eseguire?
Il test del PSA non è specifico. La specificità di organo non corrisponde ad una specificità di patologia. I valori possono alterarsi in rapporto a stati infiammatori (prostatite acuta febbrile, prostatite subacuta e cronica) o ad altre condizioni prostatiche benigne. Si è cercato di migliorare la specificità del PSA ricorrendo ad alcune modifiche come il dosaggio del PSA libero (PSA free) e il rapporto PSA libero/PSA totale, ottenendo un certo miglioramento della specificità sebbene il problema non si sia risolto. Rimane alta la percentuale dei “falsi positivi”, cioè dei casi in cui il PSA è elevato in assenza di tumore. Altri esami più complessi di approfondimento sono il PCA3, il PHI e la risonanza magnetica della prostata con studio spettroscopico. Sarà l’urologo, in base a molti parametri clinici e diagnostici del singolo caso, a consigliare gli eventuali approfondimenti.

Nonostante i limiti esposti non si deve dimenticare che il PSA può salvare alcune vite e prevenire la formazione delle frequenti e spesso dolorose metastasi ossee. Il suo dosaggio rimane altamente consigliato nei soggetti a rischio , soprattutto in quelli con familiarità positiva (padre o fratelli) per carcinoma prostatico.

4. Che cosa è il nuovo esame PCA3? È vero che sostituisce la biopsia prostatica?
Il PCA3 è un esame delle urine raccolte dopo aver eseguito un massaggio prostatico attraverso l’esplorazione rettale. L’esame ricerca un particolare gene associato al tumore della prostata. Questo test, relativamente nuovo, non sostituisce il PSA e deve essere utilizzato solo in pazienti particolari, come quelli già sottoposti a una o più biopsie con risultato negativo. Se si evidenziano valori normali, lo specialista urologo potrebbe decidere di soprassedere ad una nuova biopsia. In conclusione la PCA3 non sostituisce la biopsia prostatica che rimane ancora l’esame fondamentale per la diagnosi di certezza.

5. Che cosa è il nuovo test PHI? 
Si tratta di un esame del sangue che può essere considerato un approfondimento del PSA in quanto ha dimostrato di essere più accurato dello stesso PSA sia nell’identificare nuovi casi di tumore prostatico sia nel predire l’aggressività della malattia. Il PHI acronimo di Prostate Health Index (indice di salute prostatica) deriva dalla elaborazione di tre analisi: il PSA totale, il PSA libero e il pro-PSA; queste frazioni vengono misurate con un unico prelievo di sangue. Anche in questo caso è bene precisare che l’esame del PHI non sostituisce la biopsia prostatica.

6. Che cosa è l’esame TrimProb e quale significato ha nella diagnostica precoce del tumore prostatico?
Il TrimProb è un’indagine diagnostica non invasiva per la diagnosi precoce del tumore prostatico. Non emette radiazioni ionizzanti,è di rapida esecuzione e viene eseguita a paziente vestito. Utilizza una sonda che viene strofinata a livello del perineo (tra lo scroto e l’ano) e le informazioni relative alle eventuali anomalie dei tessuti compariranno sullo schermo del computer. Cinque minuti e l’esame è finito. La sua attendibilità complessiva nella diagnostica del tumore prostatico è abbastanza alta. La negatività della risposta escluderebbe il tumore nell’80% dei casi. La sua positività, invece, deve spingere ad ulteriori approfondimenti.

7. Che cosa è la risonanza magnetica multiparametrica della prostata?
La risonanza magnetica multiparametrica della prostata è un esame diagnostico molto sensibile e specifico nella valutazione di un paziente con sospetto tumore della prostata. Trova indicazione a fini diagnostici in tutti i pazienti con sospetto tumore della prostata (PSA elevato, esplorazione rettale positiva) o nel follow-up di pazienti con tumore della prostata in regime di sorveglianza attiva, mentre a scopo di stadiazione in tutti i pazienti con tumore della prostata già diagnosticato che devono essere sottoposti a chirurgia o radioterapia. L’esame dura circa 40 minuti e necessita di somministrazione di mezzo di contrasto per lo studio morfologico e funzionale della ghiandola. È altamente consigliato rivolgersi a centri di Radiologia con macchinari di risonanza magnetica di ultima generazione (3 Tesla o 1,5 Tesla) e con adeguata esperienza in questo specifico esame.

8. In che cosa consiste la biopsia prostatica? È un esame rischioso?
Consiste nell’eseguire una serie di micro prelievi di tessuto prostatico per escludere o confermare la presenza di tumore. Si esegue sempre sotto guida ecografica transrettale con l’utilizzo di anestesia locale e/o di sedazione. Gli indirizzi più moderni suggeriscono almeno 12 prelievi per ottenere una mappatura completa della prostata. Il numero dei prelievi dipende anche dal volume della prostata; in casi particolari si può arrivare anche a 20 prelievi e oltre. Importante è la profilassi antibiotica per prevenire il rischio di infezioni. E’ eseguibile in regime ambulatoriale o in day hospital (ricovero di qualche ora). E’ sempre raccomandabile la sospensione di terapie antiaggreganti (aspirina e simili) o anticoagulanti in atto per ridurre il rischio di emorragie (sangue nelle urine e nello sperma, ematomi). A giudizio del medico i farmaci predetti vengono sostituiti con derivati eparinici.

9. Che cos’è la biopsia prostatica di fusione?
La biopsia prostatica di fusione consiste nell’eseguire prelievi di tessuto prostatico per via transperineale o transrettale previa fusione delle immagini di risonanza magnetica con quelle dell’ecografia prostatica transrettale. Questo metodo permette una maggior precisione del prelievo essendo lo stesso eseguito direttamente nell’area sospetta segnalata dalla risonanza magnetica che, la gran parte delle volte, non risulta invece visibile all’ecografia prostatica. E’ una metodica che sfrutta il lavoro di equipe urologo-radiologo per raggiungere risultati di diagnosi del tumore significativamente migliori.

10. Quali sono i pazienti a rischio per sviluppare un tumore della prostata?
I soggetti con familiarità positiva (padre o fratelli) devono essere seguiti con molta attenzione. Secondo le linee guida internazionali essi devono eseguire un PSA ed una visita urologica con esplorazione rettale ogni anno a partire dai 40 anni di età.

11. Qual è il ruolo dell’alimentazione nell’insorgenza del tumore prostatico?
Oltre che per la mucca pazza, c’è un’altra ragione che sconsiglia di consumare carne rossa: aumenta il rischio di sviluppare il tumore della prostata. I grassi saturi presenti nelle carni rosse, ma anche nei prodotti caseari, generano durate la digestione i cosiddetti “radicali liberi”, molecole ossidanti che favoriscono lo sviluppo dei tumori. Frutta e verdura, invece, hanno un potere preventivo perché contengono antiossidanti, sostanze capaci di spazzar vie le molecole nocive. In particolare, i pomodori maturi avrebbero un’azione protettiva sulla prostata grazie all’alto contenuto di licopene. Questo pigmento si trova anche nel pompelmo rosa e nell’anguria. Utili nella dieta sono anche le crucifere (broccolo, cavolfiore, cavoli di Bruxelles, rapa, ravanello, rucola), la frutta in genere, i cereali, le cipolle, l’aglio e il tè verde. Inutile privarsi infine di un buon bicchiere di vino durante il pasto, in particolare il vino rosso ricco di una sostanza fortemente protettiva: il rasveratrolo.

12. Ho una prostata ingrossata senza sospetti di tumore: devo necessariamente toglierla?
Molti anni fa le indicazioni all’intervento erano collegate quasi esclusivamente al volume della prostata, oggi fortunatamente non è più così. L’indicazione chirurgica nasce solo nel paziente che lamenta disturbi della minzione di tipo prevalentemente ostruttivo e nel quale test specialistici dimostrano in modo certo l’affaticamento della vescica al momento della minzione. Si inizia sempre con una terapia medica e solo se essa non consente di migliorare la qualità della minzione e la qualità della vita del soggetto, allora si valuta l’opportunità di una terapia chirurgica che oggi si orienta nella maggioranza dei casi verso una terapia endoscopica trans uretrale (TURP, vaporizzazione ed enucleazione laser). L’orientamento generale è per una terapia la meno invasiva possibile e nel contempo ugualmente efficace anche a distanza.

13. Quali sono i disturbi della minzione più classici nella IPB?
I disturbi più frequenti sono la riduzione della forza del getto urinario, la necessità di urinare in più tempi, lo sgocciolamento al termine della minzione, l’aumentata frequenza minzionale diurna e notturna. Va sottolineato che spesso il paziente non lamenta grandi disturbi , pur in presenza di una grande prostata. L’urologo esperto può in questi casi mettere a fuoco la reale situazione clinica con esami strumentali, in primis ecografia, uroflussimetria ed esame urodinamico completo.

14. Quali vantaggi offre il trattamento con laser verde (Greenlight) nella IPB?
Il vantaggio principale è la pressoché totale assenza di sanguinamento che comporta, a sua volta, una semplificazione del decorso post-operatorio con rimozione rapida del catetere vescicale (entro 24-48 ore) e una dimissione altrettanto rapida, con ritorno precoce alle normali attività lavorative. Fino ad oggi, inoltre, non sono stati segnalati disturbi della potenza sessuale.

  • Problematiche varie:

15. Soffro saltuariamente di incontinenza urinaria, che si manifesta dopo uno sforzo, durante un’attività sportiva o dopo colpi di tosse. Cosa devo fare?
Si tratta di un disturbo piuttosto frequente nel sesso femminile. Può essere associato a prolasso della vescica (cistocele) ed è più frequente nelle pluripare o dopo la menopausa. L’inquadramento diagnostico prevede una visita specialistica (urologica e/o ginecologica) per valutare l’entità del disturbo e l’associazione con altre patologie del pavimento pelvico, un esame urodinamco e una ecografia renale, vescicale e pelvica. La terapia è riabilitativa nelle forme lievi e/o chirurgica, con varie tipologie di interventi orientate attualmente in senso mini-invasivo (TVT, TOT, colpoplastica anteriore e posteriore con rete, colposacropessi laparoscopica o chirurgica). Va sottolineato che le pazienti sono spesso riluttanti ad esporre tale problema, in parte per l’imbarazzo e in parte per la convinzione che si tratti di un evento quasi normale, legato all’età, ed infine per le scarse conoscenze delle possibili cure oggi disponibili. Da uno studio condotto su un ampio campione di donne in menopausa si constata che solo 1 donna su 4 consulta un medico per l’incontinenza urinaria, 1 donna su 7 effettua gli accertamenti e solo 1 donna su 14 effettua la cura specifica.

16. Esistono rimedi efficaci per l’eiaculazione precoce?
L’eiaculazione precoce è una disfunzione sessuale maschile piuttosto diffusa (circa il 20-25% degli uomini). Le cure fino ad oggi disponibili hanno dato risultati poco soddisfacenti. Recentemente è stato introdotto un nuovo farmaco, la dapoxetina, che rappresenta una svolta nella terapia di questo disturbo. Il farmaco agisce in modo simile agli antidepressivi, ma a differenza di questi viene assunto 1-3 ore dal previsto rapporto sessuale (farmaco cosiddetto “on demand”) e viene anche rapidamente eliminato, presentando effetti collaterali minimi e soprattutto senza inibire il desiderio sessuale.

17. Ho visto sangue nello sperma: cosa devo fare?
La presenza di sangue nello sperma viene definita emospermia. Essa è dovuta, nella grandissima parte dei casi, a un processo infiammatorio a carico della prostata (prostatite). Si presenta più spesso nell’uomo giovane. Si può manifestare, inoltre, in conseguenza di una biopsia prostatica, e in questo caso, la sua risoluzione prevede un tempo variabile da alcune settimane fino a 1-2 mesi. La terapia consigliabile è con antibiotici specifici assunti per 1-3 settimane. Rappresenta, comunque, un sintomo di cui è bene discutere sempre con l’urologo.

18. Ho visto sangue nelle urine: cosa devo fare?
La presenza di sangue nelle urine è chiamata ematuria e deve sempre essere valutata con grande attenzione, in particolare modo quando il/la paziente vede con i propri occhi le urine rosse o rosate (macroematuria). Al contrario, le urine possono avere un colore normale, ma l’esame delle urine può identificare tracce di sangue (microematuria).

Bisogna sempre rivolgersi al medico in presenza di ematuria. Le cause più’ frequenti comprendono la calcolosi delle vie urinarie, le infezioni ma anche i tumori. Di solito, se il sangue si osserva all’inizio della minzione (ematuria iniziale) l’origine dell’ematuria e’ spesso prostatica, mentre se il sangue si osserva al termine della minzione (ematuria terminale) l’ematuria ha più’ frequentemente una origine vescicale. Quando le urine sono rosse dall’inizio alla fine della minzione si pensa ad una ematuria proveniente dall’alto apparato urinario, cioè dall’uretere o dal rene. Le indagini diagnostiche consigliabili nel paziente che riferisce ematuria sono la citologia urinaria, l’ecografia dell’apparato urinario (reni e vescica) e la cistoscopia flessibile. Si deve sempre escludere la presenza di un tumore delle vie urinarie.

  • Info utili:

19.      Dove è possibile eseguire l’intervento per ipertrofia prostatica con il laser verde (Greenlight)?

  • Casa di Cura Sanatrix – Roma; tel 06-86321981

20.      Dove è possibile eseguire un’ecografia renale, vescicale e prostatica transrettale?

  • Casa di Cura Sanatrix – Roma; Prof. Roberto Miano: tel 06-86321981

21.      Dove è possibile eseguire una biopsia prostatica ecoguidata?

  • Casa di Cura Sanatrix – Roma; Prof. Roberto Miano: tel 06-86321981

22.      Dove è possibile eseguire una uroflussimetria con valutazione del residuo post-minzionale?

  • Eur Centro Medico – Roma; Prof. Roberto Miano: tel 06-5201799

23.      Dove è possibile eseguire esame Trimprob?

  • Casa di Cura Assunzione di Maria Santissima – Roma; Dott. Cosimo De Nunzio: tel 06-8537231

24.      Dove è possibile eseguire un esame urodinamico?

  • Eur Centro Medico – Roma; Dott.ssa Stefania Musco: tel 06-5201799
  • Ospedale Ospedale Sant’Andrea – Roma; Divisione di Urologia: tel 06-33775293-94-95

25.      Dove è possibile eseguire uno studio metabolico per l’individuazione delle cause e la prevenzione della calcolosi renale?

  • Eur Centro Medico – Roma; Prof. Roberto Miano: tel 06-5201799

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