Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB)

Una parte rilevante della attività di ricerca è stata indirizzata alla terapia farmacologica e miniinvasiva  della IPB con la sperimentazione negli anni ’90 di nuovi farmaci attualmente in commercio in Italia e con lo sviluppo sempre negli anni ’90 della termoterapia trans uretrale a microonde, argomento nel quale il Prof. Miano ed il suo gruppo vanta una esperienza ed una competenza ampiamente riconosciuta in ambito internazionale.

L’interesse per questa così frequente patologia del maschio adulto si è concretizzata dal 2007 nell’utilizzo della tecnica mininvasiva con il laser verde, settore in cui è stata raggiunta una delle maggiori esperienze italiane.

Vaporizzazione ed enucleoresezione della prostata con laser verde

Si tratta di una tecnica innovativa importata dagli U.S.A. dopo oltre 10 anni di ricerche e 5 di impiego clinico che consiste nella vaporizzazione fotoselettiva della prostata (PVP) da parte di un potente laser che trasforma il tessuto malato in tante bollicine di vapore eliminando così l’eccesso della ghiandola sviluppato attorno all’uretra (il condotto circondato nel suo tratto iniziale dalla prostata, che convoglia le urine della vescica all’esterno). Si effettua per via endoscopica in anestesia spinale o epidurale con un ricovero che generalmente non supera le 24 ore. La fibra laser introdotta dal pene nell’uretra è estremamente sottile, quindi non c’è bisogno di strumenti voluminosi, emette una luce verde in grado di concentrarsi in modo marcato nel tessuto, quasi attirato dalla sua vascolarizzazione. La lunghezza d’onda del laser consente questo particolare artificio: la luce si trasforma in calore anche piuttosto alto in aree molto ristrette (intorno al millimetro) e l’elevata temperatura trasforma il tessuto da solido in gassoso formando delle “bollicine”, la cosiddetta vaporizzazione.

In conclusione si viene a formare una cavità del tutto simile a quella che si verrebbe a formare affettando il tessuto con la corrente elettrica (TURP) ma con un enorme vantaggio; la pressoché totale assenza di sanguinamento,. La durata dell’intervento è variabile tra 50 e 80 minuti circa. In prostate molto voluminose può essere più utile adottare la tecnica della enucleoresezione (Holep) della prostata sempre utilizzando la stessa metodica laser, portando all’esterno il tessuto asportato a piccoli frammenti. Lo scarso sanguinamento comporta molti vantaggi perché non è necessario nell’immediato post-operatorio attuare dei lavaggi vescicali continui, la rimozione del catetere avviene anche dopo 24 ore ed il paziente può essere dimesso dopo 1-2 giorni o anche prima con ripresa delle normali attività lavorative nel giro di alcuni giorni. La tecnica può essere utilizzata anche se il paziente assume farmaci antiaggreganti (cardioaspirina, o farmaci simili) e/o anticoagulanti, situazione di riscontro molto frequente al giorno d’oggi.

I risultati clinici a breve e medio termine (3 anni) sono assolutamente incoraggianti anche nella nostra esperienza di oltre 300 pazienti operati ed assolutamente analoghi alla più comune tecnica di resezione transuretrale della prostata (TURP).

Non sono state segnalate conseguenze negative sulla potenza sessuale e sull’orgasmo, ma l’eiaculazione retrograda (assenza o ridotta eiaculazione) può verificarsi, anche se in percentuali più ridotte rispetto alla TURP, in almeno  il 50-60% dei casi.

In conclusione nella nostra esperienza a distanza di 3 anni dall’intervento oltre il 90% dei pazienti si ritiene soddisfatto, analoghe considerazioni vengono fatte nell’esperienza internazionale.

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